Santa Lucia….

Curioso aver scelto la data, scelto per modo di dire. In una giornata ricca di fascino per i bambini di Verona sono capitata in una scuola materna in quella città, per iniziare il percorso insieme a una bambina con autismo. Ricordo l’arrivo, la curiosità dei piccoli compagni, la coincidenza con l’arrivo del personaggio tanto atteso dai bambini. Mentre avevamo la riunione con l’insegnante di sostegno, giù nel salone c’era la festa. Alla fine siamo andati anche noi alla festa… ma Santa Lucia era già partita. I bimbi mi guardavano e sussurravano tra di loro: “ma lei non sarà Santa Lucia”?
Segnata per questa festosa situazione, iniziammo insieme il percorso abilitativo di questa bambina molto speciale.
Il programma previsto coinvolge in primis la famiglia, che si è mossa per modificare quelle che erano modalità di vita, per renderle alla portata della loro piccola, e l’altro punto di riferimento importante è la scuola materna. Questi due contesti, per i bambini con autismo, devono avere un linguaggio comune, una coerenza che permetta loro di muoversi con maggiore sicurezza nel mondo circostante.
Oggi, un anno dopo l’inizio, ci sembra a tutti che le opportunità offerte a la bambina stiano affiancando il suo sviluppo in modo sereno. L’équipe di lavoro e sostegno continua ad incontrarsi per osservare, analizzare i differenti momenti della vita quotidiana. Le valutazioni e follow up, che si susseguono per verificare lo sviluppo della piccola, permettonno a tutti gli operatori di avere in chiaro le tappe a seguire, programmare obiettivi e modalità di attuazione.
Personalmente questa, come tutte le esperienze nel mondo dell’autismo, mi da una visione molto particolare, mi arricchisce.
Avere il privilegio di lavorare e seguire da vicino una persona con autismo, permette di imparare tanto. Dal modo di strutturare il loro pensiero, ai tempi di maturazione della comprensione dei “nostri” codici. Mi fa sentire il bisogno di rispettare le loro modalità. E per quanto possibile, esigere a chi ha a che fare con persone con autismo nella scuola o nei centri abilitativi, un massimo rispetto per quanto sono, cercando di creare una cultura e sensibilizzazione per le persone che sono diverse.

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